domenica 23 marzo 2014

la mia Maratona di Roma: Prima e Dopo

22 Marzo 2014 Pre Maratona
Domani è il 23 Marzo 2014. Mio padre fa 64 anni, ma non è di questo che voglio parlare. Domani correrò la 20esima Maratona di Roma, 42 km tra salite, san pietrini e storia.
Per preparare una maratona ci vogliono mesi, non è di certo una cosa che si può improvvisare, e anche per chi si allena tutti i giorni come me quando deve correre 42 km con un'obbiettivo sul cronometro ha bisogno di allenamenti specifici: lunghi, medi, veloci e lunghissimi. Soprattutto i lunghissimi, ovvero quelle corse vicine ai 30 km che permettono ai muscoli di prepararsi per lo sforzo della maratona. 
Quest'anno sono arrivato proprio bene con la preparazione, avevo dei tempi nei lunghissimi che mi soddisfacevano e sull'ultima mezza maratona, in gara, ho fatto il mio record personale. Ero fiero dei miei risultati.  Purtroppo ve lo racconto all'imperfetto, perché da domenica un'influenza mi ha sconvolto tutto il lavoro fatto, proprio l'ultima settimana. Un'influenza stranissima perché senza aver febbre mi ha indebolito al punto di non riuscire ad allenarmi. 
Ora, sul treno, sono quasi arrivato a Roma. Penso a domani. Quando sarò in mezzo a tutta quella gente proverò quel senso di appartenenza che amo e che mi darà la forza di partire e divertirmi, anche se so che dopo pochi km inizierà la vera gara, quella con me stesso, e li, sono solo.
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23 Marzo 2014 Post Maratona
E' andata. si rientra a Milano. Tecnicamente è stata la maratona più dura che io abbia fatto fino ad ora. Salite, falsi piani, san pietrini, cambi continui di direzione, e mettiamoci anche un po' di vento e pioggia. Detto ciò, è stata anche la più bella. Arrivare a San Pietro correndo verso la basilica con ai lati il tifo della gente è stato emozionante. Gli ultimi 8 km c'erano persone ai fianchi di tutto il percorso, che incitavano.  Bello. E' bello anche scoprire come cambiano le frasi per incitare i runner in giro per il mondo:
- New York: "Keep Going!" "Go!"
- Parigi "Allez! Allez!"
- Roma " Daje! Daje!"
- Milano "Figa spostatevi che devo passare con la macchina cazzo!" :-)
Questa volta son partito forte perché a differenza di Torino e Parigi, qui avevo un obbiettivo: volevo chiuderla sotto le 3h30m. Fino al 25esimo tutto bello e facile, poi pian piano sentivo che stava arrivando lui, il famoso "Muro". Infatti è arrivato,. Credo che il bello della maratona sia proprio quello di combattere contro il muro per tagliare il traguardo, e così è stato, una lotta durante la quale ho pensato a tutto quello che mi dava gioia, e usavo questi pensieri come stimolo per andare avanti, passo dopo passo. Ho pensato a mia figlia che mi viene incontro quando la vado a prendere a scuola, a mio padre che faceva gli anni, ho pensato che gli voglio bene e poi gliel'ho scritto via sms (mai fatto prima d'ora). Ho pensato alla mia amica Paola che correva la sua prima maratona poco dietro di me, ho pensato agli amici che sono venuti a supportarci, ho pensato che correre sorridendo sia molto più bello, quindi se qualcuno ha visto un tizio vestito da arlecchino (avevo almeno 10 colori diversi addosso) che correva ridendo da solo, tutto nella norma: ero io che correvo. Felice.
Ancora più felice quando ho tagliato il traguardo e ho guardato il mio cronometro: 3h29m09sec. Ce l'ho fatta.











sabato 15 marzo 2014

Vi presento il Nerd 2.0 (duepuntozero)

Vi ricordate il Nerd del passato? Stava parecchie ore in casa, davanti al computer, a giocare o a capire i segreti della tecnologia. Usciva poco, e quando lo faceva non si preoccupava certamente di avere dei vestiti alla moda, anzi, spesso erano t-shirt con immagini che rappresentavano i suoi gusti musicali, cinematografici, informatici etc. Quelle magliette che gli dispiaceva lavare perché avrebbe voluto indossarle sempre. Certo, a lui le donne piacevano, ma non era chiaramente il tipo di ragazzo che entrava in un locale e brillantemente faceva amicizia con un'estranea. Stando spesso in casa attorniato dal "suo mondo" quando metteva il naso fuori viveva la paura di esser giudicato, l'ansia da inadeguatezza. Per questo parlava poco e timidamente. La gente lo giudicava, e lui pur sapendolo, viveva la vita fregandosene di ogni etichetta. Sto parlando al passato, si. Oggi ci sono i Social e si sta in mezzo al mondo anche trovandosi davanti ad uno schermo. Oggi c'è youtube e si può diventare una Star semplicemente accendendo la webcam. Oggi la tecnologia si è evoluta ed è finita nelle mani di tutti, questo porta il Nerd in netto vantaggio. Bene ora dimenticate lo stereotipo di Nerd che ho appena descritto perché oggi ognuno di noi ha una parte nerd: chi ama i videogiochi, chi colleziona fumetti o Anime ma anche chi ama il Calcio, colleziona modellini di treni o DVD. Il Nerd è colui che ha una passione, qualsiasi essa sia e la coltiva con fierezza senza preoccuparsi del giudizio degli altri (cit. Orgoglio Nerd). Noi ci siamo evoluti, ora deve evolversi il pensiero di chi continua a ghettizzare chiunque abbia una passione che non sia "mainstream". Io sogno un mondo dove chi dice "stasera sto a casa perché ho voglia di giocare a TitanFall" sia alla pari di chi dice "Stasera è mercoledì e gioco a calcetto". Tutto qui.

venerdì 3 gennaio 2014

La nostalgia è la paura del futuro?

Quando ero piccolo stavo ore alla Ricordi a sfogliare CD ed ascoltare musica, sceglievo il mio LP e andavo a casa con un sacchettino, orgoglioso. Poi, una volta arrivato, tenevo il sacchettino per riutilizzarlo al bisogno, scartavo quel CD che profumava di nuovo e lo inserivo nello stereo. Lo ascoltavo mentre tenevo in mano la custodia e leggevo i titoli e i testi delle canzoni. Quei CD ce li ho ancora.
Oggi ho uno smartphone pieno di musica comprata su Itunes ed archiviata in un Cloud (itunes Match) che ascolto quando voglio e sfoglio da qualsiasi dispositivo. Non credo che queste canzoni mi appartengano, piuttosto lo vivo come un servizio che ho pagato di cui usufruisco.

Quando avevo 18 anni il mio sogno era far la patente ed acquistare la macchina che volevo, per me la macchina era come un vestito, un'estensione della personalità. Non andò proprio così ma anni dopo riuscii a comprare la MIA prima macchina, il primo modello della Mercedes classe A, pagata a rate e alla quale mi sono davvero affezionato. Mi è dispiaciuto quando ho dovuto venderla 6 anni fa, era la MIA macchina. Oggi vedo che si sta diffondendo a macchia d'olio il "car sharing", tu paghi per avere in prestito una macchina che trovi con facilità grazie ad una applicazione su smartphone e puoi lasciarla dove vuoi tanto ci sarà un'altra persona che si trova da quelle parti e farà la stessa cosa. La trovo una grande idea per il risparmio energetico e non solo. Qui paghi per un servizio, non acquisti un'automobile ma paghi la "mobilità".

Per i videogiochi vale lo stesso discorso, il futuro tende a spostare tutto nella "nuvola" facendo acquistare dei "codici" e non dei DVD o delle cartucce. Tutto questo è molto molto comodo, ma ancora una volta si tratta di pagare qualcosa che non si può toccare.

E le fotografie? dove sono finiti i nostri Album? Oggi tutti hanno a portata di smartphone una vera e propria macchina fotografica che in pochi istanti è pronta a congelare un ricordo. Così col tempo ci siamo trovati a volere sempre Hard Disk più capienti, fino a quando è arrivato lui: il Cloud. Ora possiamo tenere le nostre foto in rete e guardarle ovunque e quando ci pare, purché ci sia una connessione. Anche se è statisticamente provato che la maggior parte delle foto scattate in digitale sono destinate a perdersi.

Non so cosa sia giusto o sbagliato, io usufruisco di tutte queste comodità e ne vado fiero, sono solo turbato: e se domani per fare l'amore avessimo bisogno del 3G?

lunedì 30 dicembre 2013

La qualità della quantità

Marco è un ragazzo di 35 anni, determinato, che legge e si informa. Capisce di politica e si pone domande su ogni cosa che fa e sullo scopo della vita. Marco va a votare.
Giuseppe ha 39 anni e non ha ancora deciso cosa fare della propria vita, si lamenta di tutto senza interessarsi di nulla. Giuseppe non ha ambizioni e alla domanda "Chi è il Presidente della Repubblica?" risponde "e a me che cazzo me frega!" per eludere il sue esserne ignaro.
Giuseppe, come Marco, va a votare: il voto di Marco vale esattamente come quello di Giuseppe.
Sabrina è una donna intelligente, curiosa di vivere e ansiosa di crescere. Sabrina ha una sua pagina Facebook dove posta alcuni dei suoi pensieri "evolutivi" per condividerli e ragionarci insieme ad altre persone. Sabrina ha 90 "Mi Piace" sulla sua pagina. 
Valeria è una donna superficiale,  con un fisico strepitoso, diventato per lei  l'unico strumento per ottenere l'approvazione degli altri. Valeria sul suo profilo FB posta le sue volgari nudità. Ha 145.000 "Mi Piace"

Questo sistema è destinato ad implodere per favorirne uno focalizzato sulla qualità e successivamente sulla quantità. Questo è il mio pensiero.

giovedì 26 settembre 2013


GTA V,  dico la mia.

Ci stanno giocando tutti, ha incassato nei primi 3 giorni 1 miliardo, un record senza precedenti. Lo abbiamo aspettato con trepidazione spulciando in rete ogni pettegolezzo che ci anticipasse qualcosa, ma solo ora, finalmente, lo possiamo giocare. 

Michael, Franklin e Trevor, sono loro i protagonista delle vicende di questo atteso capitolo. Il primo è un uomo in crisi di mezza età, ex criminale, ricco, con una famiglia disastrata, una moglie che lo tradisce con l'insegnante di Tennis, un figlio stupido, in sovrappeso, tatuatissimo e una figlia un pò zoccola che vuole far carriera nel mondo dello spettacolo. Franklin invece è il classico "nigger" che viene dal ghetto disposto a tutto per arricchirsi. Infine Trevor è un personaggio assolutamente fuori da ogni schema, completamente pazzo e privo di ogni senso logico, uccide con facilità estrema anche se a tratti mostra un insano senso di attaccamento alla famiglia. Della storia non dico altro ad un pubblico che odia gli spoiler, ma degne di nota sono le parecchie parodie e prese in giro ad alcune grosse realtà americane, come Apple, Facebook, America’s got Talent e tanto altro.
La novità di questo capitolo del colosso videoludico firmato RockStar è sicuramente la possibilità di passare da uno di questi personaggi ad un altro in qualsiasi momento del gioco, anche durante alcune missioni si potrà "switchare" cambiando il punto di vista dell'azione. 
Le missioni sono davvero di tutti i tipi e consiglio vivamente di giocarlo seguendo la storia principale ma senza farsi scappare quei punti di domanda colorati che appaiono di volta in volta sulla mappa, sono missioni secondarie date da folli e sconosciuti che vi permetteranno di vivere un'esperienza di gioco completa.
GTA non è solo crimini, rapine e prostitute (ah no queste non ci sono più purtroppo!)  è anche un free roaming che ti permette di passare serate giocando a tennis, a golf, correndo a piedi, in bicicletta o facendo gare di triathlon e tanto ancora che scoprirete girovagando per Los Santos.
Graficamente si fa giocare benissimo su console, nonostante il framerate raramente rimanga fisso a 30fps, ed ogni tanto saremo disturbati da un pò di aliasing. Questo passa in secondo piano però per la quantità di elementi che compongono i paesaggi e i bellissimi riflessi di luce che ci spingono ogni tanto a fermarci, scendere dall’auto ed osservare il panorama, magari scattando una foto con lo smartphone dei protagonisti e condividendola con gli amici: si, si può fare anche questo.
Sono circa 100 le ore di gameplay che ci intratterranno in questo paradiso virtuale ma se non bastassero il primo ottobre arriva una patch gratuita che attiverà le funzioni online, rendendo praticamente la longevità del gioco illimitata.
Se non l’avete ancora fatto scaricate l’app Ifruit che non solo vi permetterà di personalizzare le targhe della vostra auto, ma anche di addestrare il vostro cane, pulire i suoi bisogni e dargli da mangiare in stile tamagothci, Questo però non significa che GTA V sia un titolo adatto ai bambini, lo dice il suo PEGI 18, ma arriva anche un annuncio direttamente da Rockstar  dal mitico DJ Lazlow che afferma:

“I nostri giochi non sono concepiti per gente giovane. Se sei un genitore e compri uno dei nostri giochi a tuo figlio sei un terribile genitore. Noi creiamo giochi per adulti perché siamo adulti. […] Ci sono un sacco di giochi per ragazzini cui non siamo interessati a giocare là fuori. Così come vi piace godervi la visione di film o spettacoli televisivi dalle tematiche, dal linguaggio e dalla violenza adulta, allo stesso modo noi cerchiamo di produrre questo genere di cose.”

Vorrei che questo messaggio fosse chiaro per chi ancora crede che i videogiochi siano “i giochini per bambini che non hanno voglia di studiare”: con questo titolo e tanti altri i videogiochi si stanno affermando sempre più come “la più moderna forma dell’arte”.