La vita non è abbastanza lunga per provare tutto, perciò le esperienze che facciamo sono la cosa più preziosa, un bagaglio culturale, con il quale ci relazioniamo con gli altri. Oggi siamo il frutto di ciò che abbiamo vissuto fino a ieri. A me piace confrontarmi con altri perché credo che chiunque abbia qualcosa da insegnarmi, proprio perché impiega il suo tempo in modo differente dal mio, facendo altre esperienze. Ma anche nel caso in cui vivessimo una stessa cosa, raccontata da me e da un'altra persona, assumerebbe forme diverse, perché la percezione di ciò che ci accade è filtrata dalle nostre esperienze passate. Riconoscendo l'importanza di questo, ci si confronta col mondo in maniera più umile, senza mettere etichette sulle persone, ma cercando di imparare qualcosa da tutti. Credo che sia questo il modo giusto di vivere. Non dico che non bisogna crearsi delle idee sulle persone, ma solo che queste idee non debbano diventare dei pregiudizi, perché quest'ultimi limiterebbero l'evoluzione di un possibile rapporto che di sicuro ci insegnerebbe qualcosa. Spesso anche io, essendo una persona molto istintiva e passionale, critico e do giudizi... ma mi rendo conto che sbaglio. Sto imparando, con tanto impegno, a liberarmi da questi schemi e godere di ogni piccola situazione e relazione. Si, si vive molto meglio così, fidatevi.
venerdì 28 dicembre 2012
venerdì 23 novembre 2012
Dopo mesi di lavoro, sacrifici, stress, passione, ore di sonno perse, ieri è andata in onda la prima puntata di Gamerland su Italia 2. Per me questo progetto è un pezzo di cuore, un "figlio", e vederlo sulla rete più adatta al suo target mi ha emozionato. Mezz'ora che è volata! Ho pensato a Usain Bolt, che si allena duramente tutti i giorni per anni per una prestazione di 9 secondi, poi è tutto finito. In quei 9 secondi deve dimostrare di essere il migliore, perchè se arriva solo 3 avrà tutti contro. Ecco oggi leggendo qua e là i commenti del pubblico di Gamerland ho capito che è impossibile accontentare tutti, soprattutto perchè molta gente critica per "uscire dal coro", per sentirsi superiore e senza uno scopo "costruttivo". Io dico solo che per me non è stata una gara di corsa, non dovevo vincere assolutamente, ma volevo intrattenere per mezz'ora chiacchierando di videogiochi e i dati Auditel di questa mattina mi hanno pienamente soddisfatto. Le persone che si prendono troppo sul serio mi fanno paura, specialmente con un tema come questo.
Presto sarà online il sito di Gamerland dove io personalmente mi prenderò cura di rispondere a tutti, anche tramite videochat in DIRETTA. Questo è solo uno dei tanti progetti collegati al programma, l'obbiettivo è quello di coinvolgere TUTTI i videogiocatori, dal casual all'hardcore per plasmare il format in base alle loro esigenze.
Clicca Qui per rivedere la prima puntata di Gamerland
Presto sarà online il sito di Gamerland dove io personalmente mi prenderò cura di rispondere a tutti, anche tramite videochat in DIRETTA. Questo è solo uno dei tanti progetti collegati al programma, l'obbiettivo è quello di coinvolgere TUTTI i videogiocatori, dal casual all'hardcore per plasmare il format in base alle loro esigenze.
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martedì 13 novembre 2012
la magia della GamesWeek
Due giorni dopo, la voce ancora rovinata, un pò di stanchezza trascinata, ma il cuore ancora gonfio di emozioni: questi sono i postumi della GamesWeek. Mi son sentito per 3 giorni Pinocchio nel Paese dei Balocchi, girare tra gli stand e vedere tante persone che come me amano i videogame mi ha fatto vivere quel senso di appartenenza che solo un'evento così può far provare. Ora sono ancor più convinto che "videogiocare è una cosa seria" e lotterò per aprire una breccia nella testa di quelle persone che ancora etichettano il videogioco come prodotto di nicchia per "sfigati", oppure quelle che sono convinte che giocando troppo si diventa tonti (per non dire rincoglioniti, che non è carino). Come tutte le cose per essere utilizzate al meglio ci vuole una sana dose di intelligenza da parte di chi le fruisce: anche bere tanta acqua fa bene, berne troppa invece fa male perchè si sovraccaricano i reni. E poi con il gaming Online il videogioco è diventato "sociale", ho due cari amici che si sono conosciuti online giocando ed ora sono fidanzati e convivono. Tra poco partirà Gamerland (il 22 novembre su Italia2) un mio progetto televisivo al quale ho dedicato tante ore, energia e soprattutto passione, non sarà un semplice programma di intrattenimento videoludico ma proverò a divulgare l'arte e la cultura di un'industria che sta diventando sempre più grande... chi vorrei come spettatore? Chi crede che tutte queste cose siano stupide. Vi aspetto.lunedì 22 ottobre 2012
La Crisi di Albert Einstein
Questo Post lo dedico alle Parole che Albert Einstein pronunciò sulla Crisi nel 1931. Sono passati più di 80 anni ma il discorso sembra molto attuale e rispecchia esattamente il mio pensiero.
La crisi secondo Albert Einstein
"Non possiamo pretendere che le cose cambino, se continuiamo a fare le stesse cose. La crisi è la più grande benedizione per le persone e le nazioni, perché la crisi porta progressi. La creatività nasce dall'angoscia come il giorno nasce dalla notte oscura. E' nella crisi che sorge l'inventiva, le scoperte e le grandi strategie. Chi supera la crisi supera sé stesso senza essere 'superato'. Chi attribuisce alla crisi i suoi fallimenti e difficoltà, violenta il suo stesso talento e dà più valore ai problemi che alle soluzioni. La vera crisi, è la crisi dell'incompetenza. L' inconveniente delle persone e delle nazioni è la pigrizia nel cercare soluzioni e vie di uscita. Senza crisi non ci sono sfide, senza sfide la vita è una routine, una lenta agonia. Senza crisi non c'è merito. E' nella crisi che emerge il meglio di ognuno, perché senza crisi tutti i venti sono solo lievi brezze. Parlare di crisi significa incrementarla, e tacere nella crisi è esaltare il conformismo. Invece, lavoriamo duro. Finiamola una volta per tutte con l'unica crisi pericolosa, che è la tragedia di non voler lottare per superarla."
sabato 29 settembre 2012
quotidianità di un'atleta

Mi sveglio guardo fuori dalla finestra. Piove. So che oggi pomeriggio dovrò fare un lungo, perchè l'ho deciso, e non sarà di certo il meteo ad impedirmelo. Non mi sento molto in forma, così pranzo e mi siedo sul divano per cercare la motivazione, ma non la trovo. Non importa, metto le scarpe ed esco. Mi incontro con due amici, non sono più solo. Ora è più facile, come cantare in un coro. Pronti... VIA! So che dovrò correre per 25 km, perciò cerco di distrarmi chiacchierando... so che arriverà un momento in cui dovrò superare una crisi, e spero che arrivi il più avanti possibile... intanto corro. Durante i primi km capiamo qual è l'andatura da tenere... un passo 4'50"! Sufficiente per un fondo lento... chissà se lo terremo fino alla fine. I primi 10 km volano... poi ne mancano 2,5 per tornare indietro. Eccoci! Virata! Si prosegue con un buon ritmo... ma al 18esimo km arriva... le gambe dure e la testa che mi chiede di rallentare fino a fermarmi. Qui inizia il bello a mio parere.... so benissimo che superando questo momento arriverò al traguardo senza problemi...così anzichè rallentare, aumento il passo fino a 4'40"e tengo duro. Mancano 5 km e comincia a piovere forte... aumento ancora un po'... gli ultimi due li ho fatti a passo 4'15". Un km di scarico, stretching e una doccia calda. l'avventura è terminata. Ora mentre scrivo penso che non correrò per un po' di giorni ..in realtà so benissimo che domani mi sveglierò ed avrò ancora voglia di correre.
Qualcuno dice che son pazzo... Io dico invece che sono solo "un'atleta".
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