Due giorni dopo, la voce ancora rovinata, un pò di stanchezza trascinata, ma il cuore ancora gonfio di emozioni: questi sono i postumi della GamesWeek. Mi son sentito per 3 giorni Pinocchio nel Paese dei Balocchi, girare tra gli stand e vedere tante persone che come me amano i videogame mi ha fatto vivere quel senso di appartenenza che solo un'evento così può far provare. Ora sono ancor più convinto che "videogiocare è una cosa seria" e lotterò per aprire una breccia nella testa di quelle persone che ancora etichettano il videogioco come prodotto di nicchia per "sfigati", oppure quelle che sono convinte che giocando troppo si diventa tonti (per non dire rincoglioniti, che non è carino). Come tutte le cose per essere utilizzate al meglio ci vuole una sana dose di intelligenza da parte di chi le fruisce: anche bere tanta acqua fa bene, berne troppa invece fa male perchè si sovraccaricano i reni. E poi con il gaming Online il videogioco è diventato "sociale", ho due cari amici che si sono conosciuti online giocando ed ora sono fidanzati e convivono. Tra poco partirà Gamerland (il 22 novembre su Italia2) un mio progetto televisivo al quale ho dedicato tante ore, energia e soprattutto passione, non sarà un semplice programma di intrattenimento videoludico ma proverò a divulgare l'arte e la cultura di un'industria che sta diventando sempre più grande... chi vorrei come spettatore? Chi crede che tutte queste cose siano stupide. Vi aspetto.martedì 13 novembre 2012
la magia della GamesWeek
Due giorni dopo, la voce ancora rovinata, un pò di stanchezza trascinata, ma il cuore ancora gonfio di emozioni: questi sono i postumi della GamesWeek. Mi son sentito per 3 giorni Pinocchio nel Paese dei Balocchi, girare tra gli stand e vedere tante persone che come me amano i videogame mi ha fatto vivere quel senso di appartenenza che solo un'evento così può far provare. Ora sono ancor più convinto che "videogiocare è una cosa seria" e lotterò per aprire una breccia nella testa di quelle persone che ancora etichettano il videogioco come prodotto di nicchia per "sfigati", oppure quelle che sono convinte che giocando troppo si diventa tonti (per non dire rincoglioniti, che non è carino). Come tutte le cose per essere utilizzate al meglio ci vuole una sana dose di intelligenza da parte di chi le fruisce: anche bere tanta acqua fa bene, berne troppa invece fa male perchè si sovraccaricano i reni. E poi con il gaming Online il videogioco è diventato "sociale", ho due cari amici che si sono conosciuti online giocando ed ora sono fidanzati e convivono. Tra poco partirà Gamerland (il 22 novembre su Italia2) un mio progetto televisivo al quale ho dedicato tante ore, energia e soprattutto passione, non sarà un semplice programma di intrattenimento videoludico ma proverò a divulgare l'arte e la cultura di un'industria che sta diventando sempre più grande... chi vorrei come spettatore? Chi crede che tutte queste cose siano stupide. Vi aspetto.lunedì 22 ottobre 2012
La Crisi di Albert Einstein
Questo Post lo dedico alle Parole che Albert Einstein pronunciò sulla Crisi nel 1931. Sono passati più di 80 anni ma il discorso sembra molto attuale e rispecchia esattamente il mio pensiero.
La crisi secondo Albert Einstein
"Non possiamo pretendere che le cose cambino, se continuiamo a fare le stesse cose. La crisi è la più grande benedizione per le persone e le nazioni, perché la crisi porta progressi. La creatività nasce dall'angoscia come il giorno nasce dalla notte oscura. E' nella crisi che sorge l'inventiva, le scoperte e le grandi strategie. Chi supera la crisi supera sé stesso senza essere 'superato'. Chi attribuisce alla crisi i suoi fallimenti e difficoltà, violenta il suo stesso talento e dà più valore ai problemi che alle soluzioni. La vera crisi, è la crisi dell'incompetenza. L' inconveniente delle persone e delle nazioni è la pigrizia nel cercare soluzioni e vie di uscita. Senza crisi non ci sono sfide, senza sfide la vita è una routine, una lenta agonia. Senza crisi non c'è merito. E' nella crisi che emerge il meglio di ognuno, perché senza crisi tutti i venti sono solo lievi brezze. Parlare di crisi significa incrementarla, e tacere nella crisi è esaltare il conformismo. Invece, lavoriamo duro. Finiamola una volta per tutte con l'unica crisi pericolosa, che è la tragedia di non voler lottare per superarla."
sabato 29 settembre 2012
quotidianità di un'atleta

Mi sveglio guardo fuori dalla finestra. Piove. So che oggi pomeriggio dovrò fare un lungo, perchè l'ho deciso, e non sarà di certo il meteo ad impedirmelo. Non mi sento molto in forma, così pranzo e mi siedo sul divano per cercare la motivazione, ma non la trovo. Non importa, metto le scarpe ed esco. Mi incontro con due amici, non sono più solo. Ora è più facile, come cantare in un coro. Pronti... VIA! So che dovrò correre per 25 km, perciò cerco di distrarmi chiacchierando... so che arriverà un momento in cui dovrò superare una crisi, e spero che arrivi il più avanti possibile... intanto corro. Durante i primi km capiamo qual è l'andatura da tenere... un passo 4'50"! Sufficiente per un fondo lento... chissà se lo terremo fino alla fine. I primi 10 km volano... poi ne mancano 2,5 per tornare indietro. Eccoci! Virata! Si prosegue con un buon ritmo... ma al 18esimo km arriva... le gambe dure e la testa che mi chiede di rallentare fino a fermarmi. Qui inizia il bello a mio parere.... so benissimo che superando questo momento arriverò al traguardo senza problemi...così anzichè rallentare, aumento il passo fino a 4'40"e tengo duro. Mancano 5 km e comincia a piovere forte... aumento ancora un po'... gli ultimi due li ho fatti a passo 4'15". Un km di scarico, stretching e una doccia calda. l'avventura è terminata. Ora mentre scrivo penso che non correrò per un po' di giorni ..in realtà so benissimo che domani mi sveglierò ed avrò ancora voglia di correre.
Qualcuno dice che son pazzo... Io dico invece che sono solo "un'atleta".
lunedì 6 agosto 2012
"Sensazionali sensazioni"
Sono le due parole piú adatte per descrivere l'esperienza che ho vissuto ieri a Parma, dove ho partecipato alla mia prima gara di Triathlon. Ne faró di sicuro tante altre ma questa, essendo la prima, avrà sempre un ricordo speciale. La mia batteria era la numero 9 e siamo partiti alle 13.00 circa, dopo un'attesa di 3 ore, snervante. Quando hanno chiamato il mio numero, 253, il cuore ha cominciato a battere piú forte, mi sono recato a bordo piscina e con lo sguardo ho incrociato mia figlia che dalle braccia di mia madre, sorridente, mi ha salutato. Da quel momento non avevo piú paura di nulla, allo sparo ho cominciato a nuotare a stile libero come avevo da poco imparato ma dopo aver preso calci in faccia e dopo aver bevuto due volte ho capito che solo lo stile rana, con il quale avevo piú confidenza, mi poteva salvare. Cosí mi son sparato le 30 vasche e quando sono uscito dall'acqua avevo ancora 9 atleti dietro di me. Tenendo conto che la mia sfida era di non arrivare ultimo nel nuoto, mi ritengo soddisfatto. Il mio amico Merex invece mi ha distanziato di ben 7 vasche, lui col nuoto va davvero bene. Cosí fuori dall'acqua avevo solo un obbiettivo: riprendere Merex! Corro verso la zona cambio, indosso il casco, metto scarpe ed elastico con pettorale e poi monto in sella e comincio a pedalare a tutta forza! Raggiungo un gruppo di ciclisti e sfrutto per qualche km la "scia", dopo passo di nuovo avanti e tiro io il gruppo, continuando ad alternarci abbiamo tenuto una media davvero buona, circa 37 km/h. Eccomi di nuovo alla zona cambio: scendo dalla bici, tolgo il casco, giro il pettorale, infilo le scarpe con le stringhe auto-allacianti e comincio a correre... ed ecco che in lontananza vedo Merex. Ora il mio obbiettivo era davvero vicino, lo vedevo... aumento il passo e pian piano mi avvicino sempre più a lui, finchè lo raggiungo ed arriviamo praticamente insieme al traguardo! Un emozione indimenticabile. Ci alleniamo insieme e ci "tiriamo" a vicenda, ma tagliare il traguardo vicini ad una gara di triathlon, dove bisogna affrontare 3 discipline completamente diverse tra loro, è davvero unico! Ha ragione Cico, il nostro istruttore di nuoto (che ha chiuso un Iron Man in 9 ore) a dire che ci invidia per le "Sensazionali sensazioni" della prima volta.
sabato 4 agosto 2012
Il giorno prima

Domani mattina a Parma parteciperò alla mia prima gara di Triathlon. Ho scelto per iniziare uno SPRINT, ovvero 750m in vasca, 20 km in bici e 5 di corsa. Non sono tanti lo so, ma so anche che nelle gare con distanze corte gli atleti vanno velocissimo, perciò dovrò usare tutte le mie energie se vorrò stare in gruppo.
Un mese fa ho scelto di fare questa gara senza riuscire a nuotare a stile libero per più di una vasca. Dopo quattro lezioni di amici ora riesco a farne di più ma con i tempi non sono competitivo e mi stanco molto di più di chi ha una bella tecnica, perciò dovrò alternare ad una vasca a stile una a rana per recuperare. L'obbiettivo e riuscire a non accumulare troppo distacco nel nuoto per poter recuperare qualcuno in bici e con la corsa.
Oggi sento quell'agitazione che ogni atleta cred provi prima di una competizione, ma sto imparando a gestirla... o forse mi sto solo convincendo di riuscire a farlo...
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